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La Restanza:
storie di montagna fra Toscana ed Emilia

(2023-2024-2025)
 

Il documentario e il libro fotografico raccontano il fenomeno antropologico della Restanza: cioè di coloro che scelgono di rimanere o decidono di vivere in territori complessi. L’obiettivo del progetto è stato quello di raccontare la vita degli abitanti delle terre alte della Toscana, in particolare delle Alpi Apuane e dell’Appennino Tosco-Emiliano. Lo scopo della ricerca è quindi, tentare di comprendere le motivazioni sia degli abitanti che scelgono di restare, sia di coloro che decidono di trasferirsi dalla città in questi territori. Nel documentario vengono riportati anche quelli che sono gli elementi positivi che spingono le persone a questa scelta, e i fattori, invece negativi che contribuiscono sicuramente ad un fenomeno di abbandono di queste terre che persiste, nonostante qualche fragile segno di controtendenza. Ciò che è emerso da questo progetto, è che, chi decide di rimanere -che sia in Appennino o sulle Alpi Apuane- lo fa per amore nei confronti della montagna, non per necessità o assenza di altre possibilità. Chi resta o chi sceglie di vivere in montagna lo fa perché alla frenesia e alla cattiva qualità della vita della città, preferisce, nonostante la fatica e le difficoltà, la semplicità, i ritmi dettati dalla natura, il lavoro della propria terra e l’allevamento degli animali. Le criticità emerse sono condivise da tutti i restanti: carenza di servizi e lontananza delle istituzioni rispetto a quelle che sono le esigenze degli abitanti di questi territori. Appare chiaramente che le scelte politiche ed istituzionali debbano lavorare per incrementare i servizi, per valorizzare queste terre di sconfinata bellezza sia dal punto di vista naturalistico, artistico ed enogastronomico, per favorire un turismo lento e ricercato. A livello antropologico è interessante notare che mentre nella realtà delle Alpi stiamo assistendo, anno dopo anno, da parte delle giovani generazioni, ad un ripopolamento della montagna, questo fenomeno non si è ancora realizzato nei territori delle Terre alte toscane, dove ancora mancano le basi per una nuova rinascita. Il metodo che ho utilizzato è stato quello di partire dal lavoro di campo (fieldwork), quindi di riuscire ad integrarmi il più possibile con gli abitanti dei paesi, per fotografarli e riprenderli nella loro quotidianità. Ho utilizzato quindi sia la fotografia sia l’audiovisivo per ottenere interviste immagini testimonianze che raccontassero senza filtri la realtà delle

Alpi Apuane e degli Appennini. Successivamente, ho studiato ed analizzato anche fonti scritte e dati, che potessero contribuire a completare la rappresentazione della realtà dei restanti. Questo documentario vuole quindi essere il racconto crudo e reale, senza filtri o

romanticismi, di uno spaccato della vita degli abitanti delle terre alte a cui ho cercato di dare voce, e che tutti dovremmo tutti curare e trattare come un bene comune.

From Florence To Mont Blanc (Luglio 2021):
Il docufilm, racconta il viaggio di due amici : Francesco Bruschi (2003) e me (2000), che dalla porta di casa (Firenze), in sella alle loro bici, raggiungono Courmayeur e scalano il monte Bianco dalla via Italiana. Un viaggio lungo 650km, compiuto in 6 giorni totali; il racconto di un'amicizia e il raggiungimento di un piccolo grande sogno: scalare il Re delle Alpi (4810mt.) con le proprie forze partendo dalla propria porta di casa.
 

Alpi Apuane Terre Selvagge (Luglio 2020):
Il docufilm racconta la storia di due amici, Francesco Bruschi (2003) e me (2000) che insieme attraversano l'intera catena montuosa (da Nord a Sud) delle Alpi Apuane, toccando 40 vette in 10 giorni. Il docufilm è un racconto di amicizia, di avventura in luoghi selvaggi e poco conosciuti. Gli interventi degli intervistati: Mauro Tavoni e Stefania Avanzinelli, rendono il documentario una testimonianza di chi vive in quelle montagne e le assapora in ogni loro aspetto. 

Bivacco Brenva & Sberna 
Il CAAI (Club Alpino Accademico Italiano)  gestisce e segue la manutenzione di vari bivacchi presenti sulle Alpi. Insieme a Carlo Barbolini e Tommaso Lamantia siamo andati a sistemare e riverniciare il bivacco Brenva, un piccolo bivacco posizionato sopra all'immenso ghiacciaio della Brenva, a quota 3060 metri. L'anno precedente invece siamo andati a togliere definitivamente il bivacco Sbrena, nel gruppo del gran paradiso, al colle del Gran Neyron. 

Il Cammino del Lago Maggiore, Tracciaminima
I ragazzi di Tracciaminima, abitanti delle sponde del Lago Maggiore, hanno sviluppato e progettato un cammino che cuce tutte le sponde del Lago, cercando di entrare nelle aree interne per valorizzare le realtà che esistono e che il turismo di massa escluse dai flussi economici. Un documentario che racconta il cammino (11 tappe, 240km, 8.000d+) e gli abitanti delle sponde del Lago Maggiore.  Durata 30'

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